La crisi non opprime le idee di impresa tra i giovani, anzi il fenomeno delle startup in Italia è solo all’inizio. Nella seconda edizione della Mind the Bridge Survey “Startups in Italy: Facts and Trends”, presentati oggi al Venture Camp, è stata scattata una fotografia del fenomeno in evoluzione che vede all’opera soprattutto giovani di età compresa tra i 26 e i 35 anni.

La maggior parte delle imprese appena costituite, anche quest’anno, è localizzata al Nord Italia (52%), con Roma e Milano a fare da poli catalizzatori, mentre il Centro contribuisce per il 21%, e il Sud & Isole per il 15%. Lombardia (2%) e Lazio (18%) si confermano anche quest’anno come le regioni a maggiore densità di startup, immediatamente seguite da Emilia Romagna e Veneto (9%).

Tuttavia, dall’Italia sempre più startup si spostano all’estero (l’11% del totale). Un dato (in crescita negli ultimi anni, +20% rispetto allo scorso anno) che può essere letto come un segnale della sempre minore competitività dell’Italia nell’attrazione degli investimenti per le nuove imprese. Tra i Paesi che mostrano una maggiore capacità di attrazione delle startup tricolori si hanno Stati Uniti e Regno Unito.

Guardando all’attività, il terreno più fertile per la nascita di nuove imprese sembra essere quello del web con il 49% delle stratup attivo in questo ambito. Segue, con il 21%, l’Information and Communication Technologies (ICT).
I dati confermano ancora una volta l’esistenza di una relazione inversa tra la numerosità delle imprese in un settore e il livello degli investimenti richiesti per avviare un progetto. In ambito web o software sono infatti richiesti investimenti minimi in fase di startup, al contrario di quanto avviene per lo sviluppo di tecnologie in campo biomedicale e biotecnologico o di dispositivi ed hardware.