Le agenzie di rating giudicano tutti, stati, imprese. Non spetta a me dire se le loro valutazioni – anche se ho visto nel corso degli anni diverse incongruenze, e quindi trovo corrette le richieste di risarcimento degli stati. Come quella che il governo federale Usa ha avviato alla Corte dei Conti nei confronti di Standard&Poor’s (S&P) per le valutazioni troppo positive attribuite ai titoli legati ai mutui subprime.

L’agenzia appartiene al gruppo McGraw Hill Financial, e l’azionista di riferimento sostiene che il governo di Washington starebbe nascondendo dei documenti secondo i quali questa azione legale sarebbe solo una rappresaglia. L’amministrazione Obama si sarebbe legata al dito il downgrade del debito Usa deciso nel 2011 da S&P.

Sul tema c’è da dire che un giudice federale ha stabilito che il Dipartimento di Giustizia e l’ex segretario al Tesoro Timothy Geithner avrebbero dovuto consegnare all’agenzia alcuni documenti che proverebbero questo nesso. I fogli poi sono arrivati, ma molto sbianchettati. Secondo il governo queste cancellazioni sarebbero dovuto alla necessità di proteggere il rapporto di confidenzialità tra avvocato e cliente o irrilevanti rispetto al tema sollevato da S&P.

Ovvio che la disputa tra le due parti passerà ancora da diversi tribunali. Per ora ci dobbiamo accontentare delle dichiarazioni riportate da Bloomberg. Secondo il presidente di McGraw Hill Financial, Harold McGraw III, Timothy Geithner, qualche giorno dopo il downgrade del debito Usa, lo avrebbe chiamato per dirgli che ci sarebbe stata una “reazione”.

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