Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha parlato a Padova al convegno “Impresa possibile” sui recenti scandali, tra gli altri Mose, Expo2015, che hanno evidenziato un sistema corruttivo molto esteso. Dal leader degli industriali l’appello al premier Matteo Renzi: ”L’attesa delle imprese è spasmodica: dateci un paese normale e noi imprenditori mostreremo cosa sappiamo fare”.

“Sul tema della corruzione io sono un talebano: chi sbaglia va espulso. Non ci deve essere nessun tipo di compiacenza nelle nostre imprese, nessuna accettazione di pratiche che non siano all’insegna della massima trasparenza. L’Italia fondamentalmente è un paese di onesti; i corrotti non devono trovare spazio”, così Squinzi che sul tema della ripresa ha aggiunto, “Stiamo ancora strisciando sul fondo ma vorrei essere ottimista, una ripartenza in Europa può venire da un alleggerimento delle politiche di rigore e dal destinare risorse a infrastrutture e ricerca”. 

Ha anche detto il suo NO al commissariamento delle imprese coinvolte nelle inchieste per tangenti il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci: “In passato ha aggravato la situazione delle aziende e in gran parte dei casi è arrivata in sede di misure cautelari, senza sentenze”.