“Pare ancora una volta che si voglia aumentare il carico fiscale e recuperare risorse invece di ridurre i costi”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi non parte con il piede giusto agli occhi del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi dato che riceve le stesse critiche che si sentiva ripetere l’ex premier Enrico Letta.

Il numero uno degli industriali parla nel corso di un incontro stampa alla partenza del Micam, la fiera della calzatura al polo fieristico di Rho. Per il nuovo premier ha solo parole d’affetto, a Renzi dice di invidiare “l’età, ma anche l’energia che emerge, in particolare come voglia di fare” , stesso commento su suo esecutivo, “Alcuni ministri sono di ottimo livello, altri o non hanno esperienze specifiche di gestione amministrativa o politica, oppure sono io che non li conosco», aspettiamo alcuni mesi per vedere come operano”.

Il presidente di Confindustria, che tempo fa si era detto terrorizzato dall’economia reale, sul lavoro del governo dice, “mi aspetto interventi incisivi in tempi rapidi, il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione è una priorità”.

Parole dure sulla Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, per la quale dopo il via libera in consiglio dei ministri non si sono fatte attendere le previsioni. “Ho visto i numeri oggi. La Tasi sembra un’altra botta. Ne sorrido, ma non c’è molto da sorridere. Ancora una volta si aumenta il carico fiscale per recuperare risorse al posto di incidere sui costi. Mi auguro che il lavoro che Cottarelli ha avviato sulla spending review sia portato fino in fondo”. 

Le priorità secondo Squinzi: “E’ necessario un intervento forte sul cuneo fiscale nel lavoro. Mi sembra che Matteo Renzi condivida questa impostazione: mi auguro interventi incisivi in tempi rapidi. L’emergenza lavoro è quella numero uno di cui si deve occupare questo governo da lì può venire occupazione”, più lavoro “per le nostre imprese facendo ripartire i consumi interni”.

Infine la sua sul taglio delle tasse, “Meglio ridurre l’Irap o l’Irpef?” gli chiedono, Squinzi sembra preferire gli interventi sull’imposta per le attività produttive: “Tagliare l’Irap darebbe un impatto più forte nell’immediato sulla competitività delle imprese e sul costo del lavoro”.