In relazione alla crisi delle borse europee si cerca di capire quali sono i paesi maggiormente stabili in grado di sopravvivere alla battuta d’arresto dell’economia mondiale.

Per farlo si valutano certamente la produttività e le prospettive di crescita. Dalla credibilità di un paese dipende poi il valore dei suoi titoli di stato.

Il valore dei titoli di stato, però, non è calcolato in termini assoluti, altrimenti non sarebbe possibile definire un rendimento di questi indici. In genere si confrontano con i migliori titoli di una particolare area economica.

I titoli di stato italiani, per esempio, si confrontano con i bund tedeschi. Per rendere più appropriata la comparazione si prendono in esame titoli della stessa durata.

In questo discorso che riguarda appunto la stabilità finanziaria di un paese e la sua credibilità, è stato introdotto di recente il concetto di spread.

A livello intuitivo, leggendo i giornali, si capisce che più è alto lo spread di un titolo di stato, maggiori sono i suoi problemi economici. Perché accade questo? Tutto sta nella definizione di spread.

Questo si definisce come il margine esistente tra il prezzo a cui un intermediario finanziario s’impegna a vendere un titolo e il prezzo al quale si è impegnato a comprarlo.

In pratica lo spread sottolinea la differenza tra due valori e nel caso dei titoli di stato dà un’indicazione anche sul rendimento.