La speculazione in merito ai titoli di stato italiani è arrivata a livelli importanti tanto da far sprofondare la Borsa di Milano quasi al -8 per cento.Lo spread che rappresenta il differenziale tra il rendimento dei titoli italiani e il rendimento di quelli tedeschi (considerati i “primi della classe” in Europa), è andato oltre i 400 punti, arrivando a quota 454.

In soldoni vuol dire che per finanziarsi da qui a dieci anni l’Italia deve pagare tassi d’interesse più alti pari al 6%. Mentre la Germania paga soltanto l’1,8 per cento.

A determinare l’altalena sembra sia stata la poca chiarezza sulla destinazione dei soldi che fanno parte del Fondo salva-stati, soprattutto all’indomani della richiesta di maggiori garanzie da parte di Cina e Russia che sono disponibili ad investire nei titoli di stato dei paesi dell’Eurozona.

Riguardo allo spread dei titoli italiani, pesa molto la credibilità del nostro stato che finora non è riuscito a convincere gli investitori riguardo ai rischi di contagio del default greco. Alla fine l’Italia resta la sorvegliata speciale dell’UE.

Il fatto è che le banche, che potrebbero comprare titoli di stato dando nuovo impulso agli acquisti, sono messe alle strette dall’Eba che vuole che per ogni investimento abbiamo un capitale equivalente al 9 per cento della somma investita da parte.