Continua la corsa al ribasso dei titoli di Stato italiani sul mercato secondario: il Btp decennale è sceso fino al 2,15% – nuovo minimo di sempre – per poi risalire leggermente al 2,2% (precedente record che risale all’estate scorsa). Questo movimento ovviamente si accoppia allo Spread tra il titolo italiano ed il bund tedesco, sceso ad un nuovo minimo di 139 punti.

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: questo risultato è in gran parte merito di Mario Draghi. Venerdì il Presidente della Bce ha rilanciato l’ipotesi di interventi non convenzionali per cancellare ogni rischio di deflazione nella zona Euro.

A migliorare il quadro è poi arrivato anche l’indice Ifo – l’indice della fiducia delle imprese in Germania – che ha registrato un valore di 104,7 punti contro un’attesa di 103. E questo dato ha contribuito a migliorare il “sentiment” sulla situazione economica in tutta Europa.

Scendono ovviamente anche i rendimenti dei titoli di Stato spagnoli – i Bonos – che sono scesi sotto la barriera del 2% – esattamente l’1,96% – per chi non lo ha ancora capito hanno uno spread ormai stabilmente inferiore a quello dei Btp. In netto calo anche i titoli di Stato della Grecia e del Portogallo – questi ultimi sono scesi per la prima volta da cinque anni a questa parte, sotto la soglia del 3%.

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