Eurozona sotto stress e nuova seduta difficile sull’obbligazionario per i bond dei Paesi periferici quella di ieri.
Il differenziale tra i Btp e i Bund a dieci anni ha toccato in chiusura quota 351 punti base: ai timori legati all’incertezza politica vigente in Italia e ad un suo possibile downgrade da parte di Moody’s, amplificati dalla poco felice uscita del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che ha commentato il piano di salvataggio di Cipro sostenendo che “è un modello per la risoluzione di future crisi nella zona euro”, si è aggiunto anche l’esito dell’asta del Tesoro dei titoli di Stato a medio-lungo termine, segnata da un aumento dei rendimenti del decennale e da una contrazione della forchetta domanda/offerta degli strumenti (tutti) offerti stamane.
Deciso calo sull’azionario, di conseguenza, registrato dai titoli bancari, con la sola Intesa Sanpaolo in controtendenza: le rassicurazioni del Fmi sulla solidità degli istituti di credito italiani non sono riuscite a sterilizzare il clima di incertezza totale, e di speculazione, generatosi in questi ultimi giorni. Da segnalare, inoltre, il -2,3% di Telecom e il -1,11% di Rcs, da un lato, e il +5,9% di Mediaset e il +11,09% di Sts, dall’altro: la compagnia telefonica, che nei giorni scorsi ha incassato il downgrade di Bofa Merrill Lynch, prima, e Barclays, dopo, ieri ha pagato gli attacchi ai vertici da parte di Marco Fossati, azionista con quasi il 5% del gruppo, decisamente contrario all’operato del management e intenzionato, secondo indiscrezioni di stampa, ad affrontare la questione con il voto di fiducia in assemblea.

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