Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso la giornata di ieri a 327 punti base dopo aver toccato anche quota 330. Il rendimento del Btp a 10 anni è arrivato al 4,57%. Il clima di incertezza politica scatenato dalle uscite dell’ex premier Berlusconi e dall’astensione del Pdl al Senato, dove si è votato il Dl Stabilità, e alla Camera, durante la delibera della Legge sui costi della politica, ha provocato una brusca inversione di tendenza del differenziale tra i titoli pluriennali italiani e l’equivalente tedesco, sotto i 300 punti a inizio settimana, con Milano, unica piazza europea in negativo, che riduce le perdite nel finale (-0,75%) dopo l’intervento del Quirinale.
I mercati stanno sempre a guardare”, ha riferito il ministro dell’Economia Vittorio Grilli commentando la corsa dello spread, “noi e l’Europa, quindi, dobbiamo stare sempre attenti, sempre impegnati e continuare a proseguire, con serietà, il nostro lavoro: questo è quello che mercati e comunità internazionale stanno guardando e vorrebbero che continuassimo a fare”. E i mercati sembrerebbero aver già emesso il loro verdetto: senza le riforme del governo Monti il Paese non piace, se non a chi sa speculare sulle crisi dei debiti sovrani e trarre beneficio dalle turbolenze finanziarie. “Sappiamo che sicuramente la situazione è difficile”, ha aggiunto Grilli, che ha risposto con un secco “no” a quanti gli chiedevano se l’Italia fosse nel baratro.

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