Lo spread tra i Btp ed i Bund tedeschi, per la prima volta da luglio del 2011, è ritornato sotto la soglia psicologica dei 200 punti – siamo a quota 198. Un dato che va accoppiato al rendimento sui titoli decennali, che sono scesi sotto il 4%: siamo al 3,95%.

E i titoli spagnoli si comportati ancora meglio, con i Bonos decennali che sono scesi al 3,8% di rendimento per 194 punti base su quelli tedeschi. A quanto sembra i rendimenti sarebbero dovuti anche ad un miglioramento dei dati macro per i paesi dell’Europa meridionale – che fino a qualche tempo fa erano nell’occhio del ciclone.

Cosa cambia per gli italiani? Come spiega il nostro premier Enrico LettaNon è un dato astratto ma concreto. Il fatto che ballava attorno ai 400-500 punti voleva dire che una ventina di miliardi di euro erano usati solo per pagare gli interessi“. Ora queste risorse possono essere utilizzate per “abbassare le tasse sul lavoro, per combattere la disoccupazione, soprattutto quella giovanile e per rendere le industrie italiane più competitive“.

Il primo problema è capire quando quelle risorse verranno spostate nell’economia reale… Perché come al solito, il  ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, ha posto un’enfasi eccessiva sul “mantenimento della stabilità dei conti“. Come spiega lo stesso ministro la riduzione dello spread ha anche un altro effetto positivo: “la riduzione dello spread si rifletterà in migliori condizioni di accesso al credito per imprese e famiglie“.

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