Nel giorno della fiducia al neogoverno Letta i rendimenti dei Btp sono scesi ai minimi dal 2010 e il differenziale tra il nostro titolo di Stato decennale e il Bund tedesco ha toccato quota 270 punti base. L’ottimismo generatosi sui mercati per l’insediamento di un esecutivo a due mesi ormai dalle elezioni non ha risparmiato Piazza Affari (+2,2%), in fermento fin dalle prime contrattazioni della seduta di ieri.

Un’iniezione di fiducia. Il Tesoro ieri ha collocato tutti i 6 miliardi di Btp a 5 e 10 anni, con tassi ai minimi da ottobre 2010: il rendimento medio del decennale, infatti, è sceso al 3,92% dal 4,66% di marzo, mentre quello del quinquennale (la terza tranche, nello specifico) al 2,84% dal 3,65% precedente. A fronte di un’offerta complessiva di 6 miliardi di euro, inoltre, la domanda ha raggiunto in totale 8,35 miliardi.
In calo anche lo spread Btp Bund: il differenziale tra Btp decennale e Bund, infatti, ha toccato quota 270 punti base, dai 285 della chiusura di venerdì. Stesso trend rilevato per il differenziale tra i titoli spagnoli e tedeschi, tornato sotto i 300 punti base (296), con il tasso dei Bonos al 4,17%.
L’ottimismo per il nuovo esecutivo ha spinto su anche Piazza Affari: l’indice Ftse Mib dei titoli principali ha chiuso la giornata di contrattazioni con un rialzo del 2,2%.
La Banca d’Italia ha fatto sapere intanto che a inizio 2013 si rilevano “consistenti afflussi di capitali in Italia”, proseguendo così l’andamento iniziato nella primavera dello scorso anno e che già lo scorso settembre aveva portato dal 27 al 29% la quota del debito in mano agli investitori esteri.

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