Chiusura in forte calo per Piazza Affari quella di ieri, con l’indice Ftse Mib che, dopo il -2,10% registrato lunedì, ieri ha messo a segno un ulteriore cospicuo calo, -2,34% a 16.579 punti, e il Ftse All Share che ha perso l’1,94% a quota 17.641.
Come tutte le principali piazze europee, il nostro listino principale ha risentito delle incertezze legate alle forti tensioni internazionali legate alla situazione in Siria, con Usa e Gran Bretagna che, nonostante le smentite (ufficiali quelle statunitensi), vengono dati pronti ad intervenire militarmente per fermare la guerra civile.
Parigi ha chiuso in calo del 2,42%, Londra dello 0,79%, Francoforte del 2,28% e Madrid del 2,96%.
A Milano netto calo fatto segnare da Buzzi Unicem, -4,45% a 10,51 euro, Intesa Sanpaolo, che ha ceduto il 4,37% a 1,445 euro, Unicredit, scesa del 4,17% a 4,232 euro, Mediobanca, giù del 4,09% a 4,60 euro, e Mediolanum, -3,89% a 5,31 euro.
In decisa risalita, allo stesso tempo, il differenziale tra titoli di stato decennali italiani e tedeschi, che ha chiuso a quota 260 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 4,45% e quello del Bund tedesco all’1,84%. Per gli operatori l’allargamento dello spread viene addebitato principalmente a fattori internazionali, su tutti le ipotesi di guerra che spirano sulla Siria, anche se per l’Italia pesano anche le incertezze del quadro politico. Non a caso, si legge stamane sui maggiori quotidiani finanziari, la stessa pressione non si registra infatti su un altro Paese ‘periferico’ come la Spagna, dove i rendimenti dei Bonos decennali viaggiano stabili al 4,47%. E la maggiore avversione al rischio sull’Italia rispetto alla Spagna, ancora, si ravvisa anche nel sostanziale azzeramento dello spread tra Bonos (4,47%) e Btp (4,45%), ridottosi ieri a soli 2 punti.