Abbiamo parlato delle esche messe in campo dagli istituti di credito che per invogliare nuovi correntisti ad accendere un mutuo, propongono tassi competitivi e spread ai minimi storici. Adesso però questo trucco sta per essere messo in cantina.Le banche italiane e quelle europee non se la passano molto bene, vista la bocciatura arrivata per il sistema creditizio dalle agenzie di rating. Di fatto, però, per sopravvivere, oltre ad affidarsi al rifinanziamento proposto dalla BCE, le banche devono attirare clienti.

Fino a qualche settimana fa la strategia era quella di proporre tassi fissi e variabili a cui aggiungere spread irrisori. Gli spread rappresentano, in pratica, il guadagno della banca su un finanziamento erogato.

Purtroppo la crisi economica ha determinato un aumento dello spread sui Btp italiani che ha avuto un effetto disastroso sul comparto casa, in particolare sui mutui per l’acquisto di un immobile.

Se aumenta il debito italiano, vuol dire che le banche per avere un prestito dalle loro fonti, sono costrette a pagare interessi maggiori. Per evitare il tracollo, gli istituti di credito decidono di spalmare questi interessi maggiori sui mutuatari.

Come? Aumentando lo spread. Così i fautori del mutuo a tasso variabile possono trovarsi applicati spread che cambiano dall’1,4 al 3,5 per cento. Idem accade per i tassi fissi.