La Germania va come un treno in Europa, i dati sull’economia, i mercati e l’occupazione parlano chiaro, è il paese con cui tutti devono fare i conti, con cui tutti devono confrontarsi a suon di spread, ma secondo lo Spiegel c’è un lato oscuro nell’economia tedesca che pochi hanno il coraggio di affermare. 

I paesi europei, nella maggior parte dei casi, sono in difficoltà, ma l’economia tedesca, almeno a livello statistico, appare sempre in controtendenza quasi che la crisi globale non l’interessi.

La Banca Centrale, per esempio, dice che la crescita della Germania è vicina allo 0,7 per cento nel 2012 e nel 2013 i progressi dovrebbero essere ancora più consistenti con un +1,6 per cento.

C’è inoltre da rilevare una diminuzione del numero dei disoccupati, che è arrivato a quota tre milioni e le offerte d’impiego, ormai, eccedono le domande di lavoro. E allora cosa non va, cos’ha avuto il coraggio di dire lo Spiegel.

La rivista parla di un “lato oscuro” dell’economia tedesca: non tutti i lavoratori hanno gli stipendi in aumento, anzi, alcuni risultano addirittura “bloccati”, in più tanti sono i precari inseriti nel mono del lavoro, certi che non saranno assunti a tempo indeterminato ed avranno retribuzioni basse.

Il caso emblematico è l’Audi controllata dalla Volkwagen che ha ottenuto un buon numero di utili.