Scade il 28 settembre il termine del cosiddetto Spesometro 2017, lo strumento che riguarda tutti i lavoratori soggetti all’Iva che va a sostituire l’Elenco clienti e fornitori in vigore fino al 2010.

L’Agenzia delle Entrate, intenta in una battaglia contro l’evasione dell’Iva, dovrà infatti ricevere un elenco analitico delle fatture emesse e ricevute nei primi sei mesi dell’anno in corso.

Ci sono però alcuni cambiamenti rispetto alla versione del 2016, e inoltre la comunicazione semestrale l’anno prossimo diverrà trimestrale.

Tanti i disagi riscontrati nella procedura di invio dei dati e nella corretta stesura dei documenti, cui l’Agenzia ha tentato di porre rimedio online con diverse guide, Faq e regole di compilazione e trasmissione.

Tra i tanti consigli vi è l’attenzione particolare da dedicare alle dimensioni dei file da inviare (non eccedere i limiti massima), per non evitare nello scarto di tutto l’insieme inviato.

Vi è poi un vero e proprio decalogo stilato comprensivo di istruzioni per l’uso, che raccoglie le informazioni più importanti e la raccomandazioni più pressanti.

Vediamo insieme i punti salienti.

  • 1 – Da evitare la comunicazione di ricevute fiscali, scontrini o schede carburante, non trattandosi di fatture.
  • 2 – Sono esonerati dall’invio i contribuenti forfettari e minimi, i produttori agricoli in regime di esonero, le pubbliche amministrazioni e i contribuenti che si servono del sistema Sdl.
  • 3 – In caso di mancato possesso della sede legale della controparte andrà usata la dicitura “Dato assente”.
  • 4 – Alle fatture emesse andrà attribuito un numero da indicare nel rispettivo campo. Dovranno essere comunicate anche quelle annotate nel registro dei corrispettivi.
  • 5 – Discorso diverso per fatture e bollette doganali ricevute: in questo caso conta la data di registrazione e non del documento stesso.
  • 6 – Da indicare anche le fatture inferiori a 300 euro, le note di variazione, mentre in caso di co-intestazione a due soggetti basterà riportare i dati di uno solo dei due.
  • 7 – Usare il numero 0 per tutte le fatture ricevute nel momento della registrazione Iva, in quanto non esiste obbligo di indicare il numero dato dal fornitore.
  • 8 – Queste le sigle da usare durante la classificazione della tipologia del documento nell’apposito campo: Fattura TD01, Nota di credito TD04, Nota di debito TD05, Fattura acquisto IntraUE di beni TD10, Fattura acquisto IntraUE di servizi TD11, Fattura semplificata TD07, Nota di credito semplificata TD08.
  • 9 – In caso di reverse charge delle fatture ricevute bisognerà integrare l’Iva e annotarle sia nel Registro acquisti che in quello relativo alle vendite.
  • 10 – Il mancato invio dello Spesometro dà luogo a una sanzione di 2 euro per fattura, per arrivare un massimo 1000 euro a trimestre. In caso di ravvedimento si andrà incontro a riduzione delle con invio di rettifiche e correzione degli errori compiuti e delle fatture omesse.