Quando si abita in un condominio è frequente che ai condomini sia chiesto il pagamento di piccole quote per lavori ordinari decisi dall’amministratore e dell’assemblea. Se i lavori sono “urgenti” ed è possibile “verificarli” concretamente, allora è ammessa anche l’iniziativa di un singolo condomino.Ogni condomino, per le parti comuni dell’edificio in cui abita, deve pagare delle spese. Queste sono autorizzate in genere dall’amministratore e dall’assemblea. Se invece si verificano delle condizioni per cui è richiesto un intervento urgente, un singolo condomino può prendere l’iniziativa e gli saranno rimborsate dagli altri le spese sostenute.

L’attività gestionale del singolo condomino è comunque confinata ai casi eccezionali. Il che vuol dire che soltanto in presenza di una vera urgenza, il singolo può evitare di ottenere l’autorizzazione prima di agire. La Corte di Cassazione ci ha tenuto a ribadire il concetto nella sentenza numero 4330 del 19 marzo 2012.

Nel documento è stata data un’ulteriore definizione della nozione di urgenza. Gli interventi urgenti, va da sé, sono quelli non ordinari. Per esempio: le spese per la pulizia delle parti comuni come le scale, sono interventi ordinari. Gli interventi straordinari sono quelli che non mirano a conservare l’edificio in buone condizioni ma a ristabilire uno status quo ante.

In questa seconda occasione, non si guarda all’entità della spesa nel senso che non è fatta “un’asta” per l’assegnazione del servizio.