Dove vanno i soldi pubblici? La Ragioneria di Stato per la prima volta ha aperto le porte della spesa pubblica ai cittadini italiani pubblicando tutti i dati relativi al complesso dei pagamenti a carico del bilancio dello Stato – riguardano le spese compiute tra gennai ed ottobre di quest’anno. I tecnici della ragioneria hanno messo in fila un gran numero di dati che mostrano come la prima voce di spesa per lo Stato sia rappresentata dagli oneri del debito. Le uscite legate a questa voce sono state pari a 138,1 miliardi di euro.

In confronto i costi della politica (nazionale) sembrano essere poca cosa: 1,5 miliardi di euro sono spesi da Camera e Senato, 309 dalla presidenza del Consiglio dei ministri, mentre il Quirinale ce ne costa 224. Anche l’alta magistratura porta con sé costi rilevanti: alla Corte dei Conti sono andati 196 milioni di euro, al Consiglio di Stato e ai Tar 155 milioni, alla Corte Costituzionale 52 milioni ed al Csm 26. Sembra a prima vista rilevante anche la spesa per la scuola. Dei 32 miliardi spesi nei primi dieci mesi dell’anno bisogna però anche dire che la gran parte – 31 miliardi – se ne va alla voce stipendi. Alla voce sicurezza ed ordine pubblico ci sono spese per 24 miliardi, mentre per l’immigrazione sono stati spesi 1,8 miliardi, meno di quanto è stato destinato alla comunicazione  - 1,9 miliardi.

Tra le voci di spesa troppo esigue ci sono da segnalare i 915 milioni di euro per la tutela e valorizzazione dei beni e le attività culturali e paesaggistiche, ed i 660 milioni destinati alla tutela dell’ambiente – proprio in un paese segnato dalle innumerevoli emergenze provocate da frane ed alluvioni.

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