L’Ufficio Studi di Confcommercio ha provato a spiegare il trend delle spese fisse sostenute dalle famiglie, aumentate dal 32,3 al 39,5 per cento del totale dei consumi dei cittadini. La costante è rappresentata dai costi per l’abitazione. 

Le famiglie sostengono numerose spese ogni mese, hanno dei consumi che per convenzione si chiamano “obbligati“. Con questo termine si fa rifermento per esempio alle bollette, agli affitti, alla manutenzione della casa, ma anche ai servizi bancari e assicurativi, ai carburanti e ai trasporti, alle spese sanitarie e via discorrendo.

Secondo Confcommercio il totale delle spese fisse dal 1992 al 2011 è aumentato di sette punti percentuali passando dal 32,3 al 39,5 per cento.

Da sempre è la spesa per l’abitazione a concentrare i consumi delle famiglie. In questi costi rientrano infatti gli affitti ma anche la manutenzione e le utente. La quota di consumo per il settore indicato è passata dal 17 al 23 per cento.

Di contro è diminuita la quota di consumi che le famiglie destinano ai beni e ai servizi commercializzabili che sono passati dal 67,7 al 60,5 per cento. Nel comparto dei beni ci sono state riduzioni anche di 1o punti percentuali. Le famiglie, poi, hanno iniziato a risparmiare in modo importante anche sulle spese per alimenti e bevande che sono passate dal 19,5 al 15,1 per cento.