Per anni il Siope, il sistema informatico che registra giorno per giorno le spese di enti locali, Stato, università, ospedali, comunità montane, etc. etc. (l’elenco sarebbe potuto continuare a lungo) era uno degli strumenti più confidenziali della Pubblica Amministrazione. Figuratevi che c’era stato pure un decreto che aveva vietato di dare accesso esterno a questa struttura informatica che conteneva tutte le spese dello Stato.

Da qualche giorno però le cose sono cambiate: tutti possono accedere alle informazioni che questo enorme database contiene. Basta digitare l’indirizzo internet www.siope.it, cliccare su accedi, ed il gioco è fatto. Tutte le spese sono accessibili ai cittadini senza password o accessi limitati. Pensate che prima, personaggi come i sindaci dovevano comunicare le spese fatte ma non potevano chiedere nulla sui soldi spesi da altri.

Anche questo è un primo segno dei tempi che cambiano – e un’altra mossa pubblicitaria azzeccata del governo Renzi -, perché si riduce indirettamente il peso ed il potere della Ragioneria dello Stato, fino a poco tempo fa tempio del rigore e dell’ortodossia – ed entità quasi onnipotente. Dando un’occhiata ai conti si scopre che le uscite dello Stato sono state pari a 174 miliardi nella prima metà dell’anno in corso contro i 421 spesi in tutto il 2013.

Dettagli curiosi: le spese di pulizia e lavanderia da parte dello Stato centrale nel solo primo semestre dell’anno sono state di 43,8 milioni, che si sono spesi 21 milioni in beni alimentari, o ben 177 milioni per traslochi e trasporti a favore del personale dipendente. Segnale allarmante: la spesa corrente delle Regioni nel primo semestre ha superato quella dell’anno passato 21,6  contro 19,8.

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