Mentre tutti parlano delle misure contenute nel piano di spending review, sempre più cittadini si chiedono come questi tagli decisi dal governo incideranno sulla vita quotidiana degli italiani. Ecco un punto che ci sembra interessante approfondire. 

Parliamo dell’aumento dell’Iva che aveva messo sul piede di guerra da un lato commercianti, produttori e professionisti che avrebbero visto aumentare i prezzi di prodotti e servizi con un ulteriore scoraggiamento degli acquisti da parte dei consumatori e dei committenti.

Nel piano di spending review è stato disposto che l’aumento di due punti percentuali dell’Iva al 10% e di quella al 21% ci sarà non ora e neanche a settembre ma l’anno prossimo. L’incremento di due punti percentuali dell’imposta sul valore aggiunto scatterà il primo luglio 2013 e sarà valida fino al 31 dicembre dello stesso anno.

Nel 2014, invece, l’Iva farà un passo indietro e sarà riportata al 22 per cento. In più si spiega che nel caso in cui entro il 30 giugno 2013 si riesca a tagliare le agevolazioni fiscali recuperando circa 6.600 milioni di euro, anche l’aumento dall’Iva dal 21 al 23 per cento potrebbe essere accantonato.

Un testo decisamente aperto quello che sta proponendo il governo che suggerisce ai cittadini l’idea che l’esecutivo abbia bene in mente a che punto e l’Italia e qual è la direzione per rilanciare l’economia.