Bisogna riorganizzare la geografia dei tribunali. Quest’imperativo nasce dalla necessità di risparmiare imposta dalla spending review. Di certo non nasce dalla considerazione del carico di lavoro che hanno alcuni tribunali nel nostro paese. 

Quante sono le cause in atto in Italia: moltissime. Alcune di poco conto, altre più lunghe, tutte comunque hanno un costo e i costi non possono essere sostenuti interamente da un’Italia in crisi. Quindi, dopo aver riformato i codici, adesso si passa a riformare i tribunali.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ad un provvedimento che punta a revisionare l’organizzazione geografica dei tribunali. In linea generale ne saranno soppressi 31. Per scegliere quali escono dal grande gioco della giustizia si è pensato di partire dalle circoscrizioni giudiziarie.

All’inizio, quindi, in base alle indicazioni del ministero, i tribunali da sopprimere dovevano essere 37, poi si è pensato che nelle zone ad alta densità criminale fosse controproducente eliminare un baluardo della giustizia, gli enti che dovrebbero suggerire l’idea che esiste una legge e per ogni reato c’è una pena certa.

In pratica l’ultima decisione del CdM è stata: salviamo i tribunali nelle zone che sono maggiormente colpite dalla mafia. I sei tribunali “salvati” sono stati: Lamezia Terme, Paola e Castrovillari che sono stati accorpati al tribunale di Rosarno; Caltagirone e Sciacca in Sicilia e il tribunale di Cassino nel Lazio che sarà accorpato a quello di Gaeta.