Sarà di 5 miliardi di risparmi in due anni e mezzo il contributo della sanità alla revisione della spesa.  L’ipotesi più probabile è una riduzione dei posti letto, con la chiusura a partire dal 1 gennaio 2013 dei piccoli ospedali con meno di 80 letti. Questa misura potrebbe comportare la chiusura di circa 200 strutture su tutto il territorio nazionale, con un taglio tra i 15 e i 18mila posti letto. Su questa misura, però, c’è contrasto all’interno del Governo, con il ministro della Salute, Renato Balduzzi che ha assicurato che “nessuna chiusura automatica di ospedali verrà imposta da Roma”.

Le dichiarazioni del ministro

Considerando anche gli 8 miliardi di tagli già in cantiere con la manovra estiva dell’anno scorso per il 2013-2014, la sanità pubblica perderà di qui al 2014 oltre 13 miliardi di euro. A rischiare la chiusura potrebbero essere i 145 ospedali con meno di 80 posti letto, limite al ribasso cui ora si sta pensando rispetto ai 216 che ne hanno meno di 120. In prima fila potrebbe esserci anche la chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti l’anno, che è già stata concordata in Conferenza Stato-Regioni ma ancora non attuata.

Il Ministro Balduzzi ha sottolineato che “È sicuramente necessaria una riorganizzazione della rete ospedaliera che porti a una riduzione di costi di gestione e a una maggiore appropriatezza delle prestazioni, in vista di un più stretto rapporto tra ospedale e territorio. Su questo il ministero della Salute ricoprirà un ruolo di stimolo e di vigilanza nei confronti delle Regioni, che su questa materia hanno piena responsabilità”. Su questo, il ministero della Salute, ha aggiunto che “ricoprirò un ruolo di stimolo e di vigilanza nei confronti delle Regioni, che su questa materia hanno piena responsabilità”.