I primi effetti della spending review sui cittadini s’intravedono all’orizzonte. Pare infatti che dall’anno prossimo molte regioni in crisi soprattutto sul versante sanitario, potranno aumentare l’addizionale Irpef facendosi finanziare dai cittadini. 

L’Irpef è l’imposta sui redditi delle persone fisiche ed è pagata da tutti i contribuenti. In genere si calcola addizionando una percentuale calcolata sull’imponibile, che varia in base al volume d’affari, partendo da una quota minima del 23% per i redditi che non superano i 15 mila euro, agli addizionali regionali e comunali.

La quota di tasse che il contribuente dà alla regione e al comune, in genere, vanno a finanziare i servizi per la popolazione stessa. Adesso, nell’ambito della spending review, si scopre che ci sono delle regioni in deficit per quanto riguarda la sanità. Si tratta di Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte e Puglia.

Per loro l’addizionale Irpef era fissata allo 0,50% e potrà arrivare fino a 1,1 punti percentuali nel 2013 e nel 2014 al fine di anticipare i soldi necessari alle casse regionali. Chiaramente non si tratta di una “diceria” ma di un emendamento all’articolo 16 del decreto sulla spending review.

L’emendamento al decreto è stato approvato dalla Commissione Bilancio e Finanze del Senato. Intanto sembra che stiano per arrivare nuovi fondi per i Comuni, uno stanziamento di 800 milioni di euro.