Il governo Renzi, a parole, mostra di voler fare le cose per bene, e nel taglio della spesa dice di voler mirare ai “santuari rimasti nell’ombra“. Per questo oltre al lavoro del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, gli uffici di Matteo Renzi stanno lavorando per cancellare tutta una serie di enti ed istituti che secondo il nostro premier non hanno più ragione di esistere. Quali sarebbero? L’elenco è lungo è non ancora ufficiale, per cui non c’è nulla di certo… Sotto tiro sono sicuramente le imprese municipalizzate con le loro  migliaia di poltrone, i consorzi di bonifica, o ancora quegli enti che svolgono le stesse funzioni, come il caso dell’Aci e della Motorizzazione Civile.

Sia chiaro: queste misure non dovrebbero avere un impatto significativo sulla spesa pubblica. Avrebbero l’effetto di dare dell’Italia un’immagine più smart ed efficiente. Per le Camere di Commercio, come è stato già detto in diverse occasioni, l’obiettivo sarebbe quello di cancellare l’obbligo di iscrizione al Registro delle imprese – e sarebbe come togliere il nutrimento al sistema camerale. Si parla poi di una cancellazione del Pubblico registro automobilistico (Pra) controllato dall’Aci, che porterebbe a togliere il 90% delle entrate a questa associazione sportiva con 3.000 dipendenti e 800 dirigenti – ben pagati -, obbligandola ad una vistosa cura dimagrante.

Un discorso analogo dovrebbe essere fatto per i Consorzi di Bonifica, enti pubblici che gestiscono opere pubbliche idriche, e vengono finanziate da contributi dei proprietari dei terreni e dai Comuni, e le aziende municipalizzate o controllate dagli enti locali – che proliferano spesso al di fuori di ogni controllo. Anche per loro dovrebbe arrivare a breve un decreto che è stato già soprannominato  «Sforbicia Italia».

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