I risparmi che si possono ottenere nel 2015 dai tagli alle partecipate pubbliche si aggirano intorno ai 500 milioni di euro, “forse qualcosa di più”.
In un anno, ha spiegato lunedì il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, è possibile ridurre di 2mila unità il numero complessivo delle partecipate (8mila).

Le stime sul numero delle società partecipate da enti pubblici, ha ricordato Cottarelli, non sono univoche.
Per il ministero dell’Economia, ha chiarito, esse ammontano a 7.726 (dati al 2012), mentre secondo i dati presso la presidenza del Consiglio sono circa 10mila.
In ogni caso, ha aggiunto, sono cifre esagerate: basti pensare, ad esempio, che nella vicina Francia le municipalizzate sono circa mille.

Delle circa 8mila municipalizzate italiane, ha continuato Cottarelli, circa il 20% è interamente pubblica, il 28% è a maggioranza pubblica, mentre il restante 52% è a controllo privato, con una partecipazione degli enti pubblici spesso talmente piccola, ha chiarito, da non risultare strategica.
In circa 1.400 società, secondo i dati del commissario alla spending review, la partecipazione pubblica non arriva al 5%, in 1.900 al 10% e in 2.500 al 20%.
E molte sono le “scatole vuote”: almeno 3mila aziende, ha spiegato Cottarelli, hanno meno di 6 dipendenti e in quasi la metà delle partecipate comunali il numero dei dipendenti è inferiore al numero dei membri del consiglio d’amministrazione, mentre 1.300 producono un fatturato inferiore a 100mila euro.