I tagli della spesa pubblica per 20 miliardi di euro si possono fare, “ma servono controlli”, “bisogna prevedere sanzioni”.
È quanto ha dichiarato a Cernobbio questo weekend il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, nel suo intervento al forum Ambrosetti, ricordando come “il processo di revisione della spesa pubblica sta riguardando più Paesi perché la globalizzazione impone che la tassazione non possa essere più alta”.
“Io credo sia possibile arrivare a 20 miliardi visto che si parte da una base di spesa primaria di 700 miliardi, ma bisogna andare ben oltre, guardare oltre il 2015. In questo contesto i mille giorni sono tempo giusto”, ha riferito Cottarelli, per il quale tuttavia nell’ultima fase di revisione della spesa pubblica per chi va oltre i tempi previsti dai provvedimenti di attuazione devono essere “previsti controlli e sanzioni”.
“Ci sono poi troppe leggi – ha aggiunto – che fanno da veri e propri colli di bottiglia”.

Evidente il riferimento alla necessità di avviare le riforme nella Pubblica amministrazione, come più volte invocato dal presidente della Bce Mario Draghi, argomento sul quale sono intervenuti, tra gli altri, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per il quale “abbiamo abbastanza tempo per le riforme”, quello dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che si è detta “convinta che a distanza di qualche mese vedremo gli effetti di molte delle azioni che il Governo ha messo in campo unite alla svalutazione dell’euro”, e la titolare del dicastero per le Riforme, Maria Elena Boschi, che ha commentato la situazione con un lapidario “aspettiamo gli investimenti promessi dalla Ue”.