I posti letto pubblici, secondo le prime stime provvisorie, diminuiranno di 7.000 unità a partire dal 2013”. A dichiararlo è stato il ministro della Salute Renato Balduzzi evidenziando gli effetti della spending review sulla sanità pubblica. I tagli al Fondo sanitario nazionale dovrebbero ammontare a circa 1 miliardo nel 2012 e 2 miliardi nel 2013. Balduzzi ha sottolineato che questi interventi, uniti ai tagli già decisi con le manovre estive, portano a 8 miliardi i risparmi attesi nei prossimi 3 anni dalla Sanità.

La palla passa alle regioni

Il Ministro ha precisato che “per effetto della spending review e delle misure del luglio 2011, nel 2013 a regime ci saranno minori risorse per 4,3 miliardi, a cui nel 2014 andranno aggiunti 2,7 miliardi, oltre ai 900 milioni nella seconda parte del 2012. Il totale è di 7,9 miliardi”.

A margine della conferenza nazionale del Pd il ministro ha spiegato che non si tratta di tagli ma di un “definanziamento con più componenti”. Ad esempio, nel programma di risparmi “ci sono anche gli 800 milioni dal 2013 di risparmio perché non saranno più conteggiati negli sforamenti le differenze di costo pagate dai pazienti per i farmaci brand rispetto a quelli generici. E saranno le aziende farmaceutiche a pagare per intero gli sforamenti per i farmaci nei comparti territoriali e per il 50% nel settore ospedaliero”.

Il ministero della Salute ha poi spiegato che “il decreto prevede che entro novembre le regioni mettano a punto gli atti di programmazione per i prossimi tre anni. Attualmente la media reale è di 3,9 posti letto per 1.000 abitanti. Bisognerà scendere a 3,7. Il che significa tra i 6.000 e gli 8.000 posti pubblici, più vicino ai 6.000”.