I paradossi italiani: ci sono 10.000 partecipate locali (e duemila non sono nemmeno censite). Per fare un paragone, in Francia ce ne sono solo mille. Da questo dato è partito il commissario alla spending review Carlo Cottarelli per spiegare il taglio che nel 2015 dovrebbe portare un risparmio di mezzo miliardo di euro – e forse anche “qualcosa in più“.

L’opportunità di questi tagli può essere spiegata con poche cifre: in quasi la metà delle partecipate comunali il numero dei dipendenti è inferiore al numero dei membri del consiglio d’amministrazione, mentre 1.300 producono un fatturato inferiore a 100mila euro.

Secondo il commissario è possibile intervenire con decisione “si può arrivare a ridurne il numero di duemila in un anno“. A condizione ovviamente che l’azione sia incisiva – per esempio prevedendo sanzioni per chi non rispetterà la legge.

Le misure che riguarderanno il taglio delle partecipate non sono state inserite nello Sblocca Italia ma finiranno nella legge di stabilità perché “è arrivato il momento in cui è meglio intervenire con un provvedimento generale, complessivo invece che un po’ in un decreto e un po’ in un altro“.

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