35 anni dopo, la riforma di Francesco Cossiga – quella che smilitarizzò la Polizia -, un governo – quello di Matteo Renzi – rimette le mani sul settore. In sintesi si tratta di passare dagli attuali cinque corpi di polizia a due. La Polizia dovrebbe assorbire la Forestale e la Penitenziaria, mentre ci sarebbe la fusione tra Carabinieri e Guardia di Finanza. Il primo passo dovrebbe arrivare con la Legge di Stabilità, e sarà rappresentato dall’incorporazione della Forestale nella Polizia.

Il resto dovrebbe arrivare nel corso del 2015 con un decreto apposito. L’obiettivo è quello di abbattere gli sprechi legati alla duplicazione delle funzioni. L’altro tema che si sta discutendo nell’esecutivo è quello di porre un termine alla nomina al vertice di un corpo di polizia, perché oggi – come racconta il nostro premier – “Siccome sono nomine intoccabili, è ovvio che come capo si debba scegliere sempre un generale o un prefetto ultrasessantenne, perché sennò te lo ritrovi sulla poltrona per venti anni. Alla faccia del merito“.

I risparmi che si attendono da questa mossa saranno all’inizio limitati: verrà cancellata la dorata poltrona del comandante generale (con il suo stipendio da 320.000 euro all’anno), così come lo staff e lo stato maggiore insediato a Roma – oltre ai 20 comandi regionali. A regime i guadagni saranno più corposi, visto che verranno evitati i doppioni relativi a logistica, manutenzione dei mezzi e sedi periferiche.

Le prime stime che circolano – i calcoli sono dei sindacati di polizia – sono di risparmi per due miliardi di euro. Sempre che tutto vada in porto. Ieri i semi-alleati di governo di Forza Italia hanno già alzato le barricate. Secondo il senatore Maurizio Gasparri si tratta di “tesi assurde che non comporterebbero risparmi“ e piuttosto “indebolirebbero la rete di protezione dei cittadini“. E chiude così “Renzi, anziché meditare follie, trovi i soldi per sbloccare gli stipendi del comparto sicurezza-difesa“. Lascio a voi ogni giudizio sulle sue parole…

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