In uno degli ultimi incontri europei tra leader e ministri dell’economia dei paesi UE, è stato preso il toro per le corna ed è stata affrontata la questione della crisi immobiliare spagnola. In particolare a Bruxelles si è cercato di capire cosa sta succedendo e dove è nata la crisi.

La crisi spagnola è uno degli argomenti caldi del summit dell’Eurogruppo perché il governo iberico è considerato uno degli anelli deboli del sistema Europa.

In Spagna ci sono al momento circa 1 milione di case invendute e si sono più che dimezzati i lavoratori del settore edilizio. Se nel 2006 lavoravano nell’edilizia circa 2,5 milioni di persone, oggi si contano non più di un milione di addetti.

I numeri sono stati forniti dall’associazione degli imprenditori spagnoli. L’istituto nazionale di statistica iberico, in più, ha annunciato un calo del valore degli immobili di nuova costruzione che nel 2012 vedono decrescere il prezzo dell’11,2 Per cento. Soltanto nel 2009 c’era stata una situazione peggiore con cali dei prezzi pari al 21,9%.

La questione edilizia è strettamente collegata a quella creditizia, se così vogliamo chiamarla, nel senso che le banche spagnole, oggi, hanno a disposizione circa 150 mila case che non riescono a vendere. Immobili che sono tornati agli istituti di credito dopo il fallimento delle aziende di costruzioni o a causa di mutuatari impossibilitati a restituire i soldi presi in prestito con il mutuo.