La crisi del debito avrebbe potuto innescare un effetto domino, lo sentiamo dire da quando la Grecia è sprofondata nel rischio default. Un effetto domino che avrebbe visto cedere subito Italia e Spagna, gli anelli deboli dell’Unione.

Ora la penisola iberica sembra aver trovato un’ancora ma la crisi delle banche resta. 

La Spagna e l’Italia hanno un destino comune o comunque hanno viaggiato su un binario parallelo in virtù della crisi economica prima e della crisi di governo poi. In Spagna le dimissioni di Zapatero hanno portato alle elezioni, nel nostro paese, invece, alla fine dell’anno scorso è stata scelta la strada del Governo tecnico.

L’Italia si è trovata a dover fare dei sacrifici, così hanno detto il ministro del Welfare e tutto lo staff di Monti. Il panorama è cambiato e migliorato anche grazie all’intervento della BCE che ha innescato la liquidità necessaria per salvare gli istituti di credito del Belpaese.

Adesso anche la Spagna si trova ad affrontare una crisi bancaria che non aveva conosciuto prima ma dal think-tank Open Europe ritengono che la penisola iberica non sarà la prossima Grecia. La manovra economica annunciata da Rajoy vale ben 27 miliardi di euro e mette al sicuro le banche.

Adesso sarà importante, spiegano gli esperti, gestire la crisi immobiliare e ricapitalizzare gli istituti di credito.