Dopo aver vissuto, nell’ultimo anno, momenti di grandissima tensione, la Spagna sta tentando, con fatica ma con estrema determinazione, di tirarsi fuori da una situazione non facile, non soltanto da un punto di vista strettamente economico, ma anche per quanto riguarda l’aspetto sociale. E’ nel 2008 che, anche a causa della crisi internazionale, il mercato immobiliare, che fino a quel momento era stato il principale volano della crescita, inizia ad accusare una crisi profonda, che si allarga rapidamente, a macchia d’olio, ad altri settori.

Mariano Rajoy e la politica di risanamento. E’ necessaria una svolta, che avviene nel luglio 2011, con l’insediamento di Mariano Rajoy a capo del governo spagnolo, per mettere in atto, attraverso più manovre, una serie di interventi a riduzione del deficit di bilancio, con drastici tagli di spesa e aumenti delle tasse. Nonostante ciò è inevitabile, il 19 luglio 2012, un accordo con l’Eurogruppo che consente alla Spagna di ottenere, tramite l’Efsf (Fondo di Stabilità Europeo), una linea di credito fino a 100 miliardi di euro da utilizzare per ricapitalizzare le banche in difficoltà, ma anche per acquistare titoli obbligazionari.

Il piano di aiuti e le reazioni dei mercati. L’accordo ha un effetto immediato sui mercati, con lo spread che scende, in una settimana, da 671 a 526 e con l’Ibex, l’indice azionario della borsa di Madrid, che schizza dai 6000 ai 7500 punti circa in 3 settimane
A dicembre 2012, la Spagna richiede la prima tranche di aiuti, per ricapitalizzare 4 banche in difficoltà, per 39,5 miliardi di euro.

Crescita e occupazione. Questa serie di interventi ha portato sicuramente una boccata di ossigeno al settore finanziario. Lo stesso non può dirsi riguardo alla crescita, che al momento non offre segnali incoraggianti. Secondo i dati che provengono da Bruxelles, il 2012 si chiuderà con un calo del PIL dell’1,6% , mentre per il 2013 si stima un’ulteriore riduzione dell’1,5% (contro una previsione di + 0,5%). Bisognerà attendere il 2014 per rivedere il segno più, che dovrebbe attestarsi, sempre secondo Bruxelles, intorno al + 0,5.
Sia le politiche di austerity che la crisi economica, hanno avuto profonde ripercussioni anche sul mondo del lavoro, che in Spagna attraversa una fase veramente negativa. E’ di questi giorni il dato sulla disoccupazione che, a novembre 2012, si attesta al 26,6%, con un incremento del 3% rispetto al novembre 2011. Tra i giovani attivi, tra i 15 e 24 anni di età, la percentuale è superiore al 50%.

Settore immobiliare. E’ ovvio che il mercato degli immobili non può che risentire, in maniera negativa, della attuale situazione. Poco lavoro e difficoltà di accesso al credito non rendono sicuramente rapida una ripresa del settore. Per cercare di far fronte a questa difficoltà, il primo ministro Rajoy ha proposto al governo un’iniziativa, rivolta agli immigrati, che garantisce automaticamente la residenza a chi acquisterà un appartamento in Spagna, per un valore di almeno 160.000 euro.
Come è evidente, l’eccezionalità del momento ha portato a provvedimenti straordinari, spesso impopolari, penalizzanti, ma che possono servire a ricreare un clima di fiducia e stabilità ed in grado di offrire alle nuove generazioni un futuro migliore.