Standard & Poor’s rimane scettica sulle prospettive di crescita in Europa. Il processo di riduzione del debito che sta contemporaneamente avendo luogo nel settore pubblico, nel settore privato e in quello bancario metterà un limite alla crescita economica. In un report pubblicato oggi, l’agenzia di rating ha sottolineato come “il processo di riduzione del debito ha raggiunto stadi diversi nei vari settori e paesi ma richiede ancora alcuni anni prima di essere completato”. Jean-Michel Six, capo economista per l’Europea, ha concluso che “questo aumenta le possibilità che il 2013 possa essere un altro anno di crescita debole nella migliore delle ipotesi”.

Segnali di debolezza già evidenti

Secondo S&P gli ultimi dati economici evidenziano come molte economie Europee sono già in recessione e come sempre più paesi sono condizionati da questa situazione. Il report ha sottolineato come, per quanto il rallentamento a livello internazionale stia avendo un impatto negativo sull’Europa, la contrazione è dovuta principalmente a fattori interni.

L’agenzia di rating ha anche rivisto al ribasso le proprie stime sulla crescita economica. Per l’area Euro è ora attesa una contrazione dello 0,6% nell’anno in corso, con un modesto rimbalzo dello 0,4% nel 2013. Le stime precedenti erano un dato invariato quest’anno e un rimbalzo dell’1% l’anno prossimo. Il capo-economista Six aggiunge che “le possibilità di una doppia recessione nel 2013 per l’Europa sono al 40%, in particolare se uno spiccato rallentamento di qualche economia emergente ritardasse una ripresa del commercio internazionale, se uno dei maggiori paesi dell’area Euro dovesse perdere l’accesso al mercato dei capitali o se il rallentamento della domanda interna fosse più pronunciato”.