(Finanza.com) La scorsa settimana Wall Street è stata costretta ad arretrare, con l’indice S&P500 che ha pagato dazio non soltanto per via della crisi dei debiti sovrani della eurozona, o per timori legati agli effetti trasmissivi indotti di un possibile softlanding/hard-landing della Cina, ma anche per via di motivazioni endogene al tessuto macro americano. Gli analisti della Banca Popolare di Bari evidenziano che l’indice S&P500 ha chiuso la settimana a quota 1.278 punti violando il livello tecnico più importante per antonomasia, la media-mobile a 200-giorni, passante a 1.284,59 punti. Nella newsletter settimanale gli analisti chiariscono che si tratta di un livello tecnico verso il quale nutrire un certo tipo di rispetto poichè una violazione di questo livello porterebbe il price-action dell’indice Usa a ad assumere connotazioni di tipo ribassiste dal punto di vista grafico-tecnico. Gli esperti sottolineano inoltre che, con l’indicatore Rsi a 14 giorni a 28,47, e con il Vix al 26,66%, l’equity-market a stelle e strisce versa a ridosso di una zona di ipervenduto in un frangente di volatilità più sollecitata rispetto alla media.