Come abbiamo già scritto in più di un’occasione, con  l’approvazione della legge di Stabilità per il 2015 è stato recepito dal governo Renzi un emendamento presentato da un deputato del Movimento 5 Stelle che prevede la concessione di una moratoria per le rate dei mutui di cui potranno beneficiare famiglie e piccole medie imprese in difficoltà e che ne facciano richiesta.

La moratoria non è ancora operativa perché si attendono i dettagli che dovrebbero essere definiti da un accordo tra Ministero dell’Economia, Sviluppo Economico, ABI e associazioni delle imprese e dei consumatori, da sottoscrivere entro fine marzo 2015. L’unica cosa che si sa è che la sospensione riguarderebbe solo la quota capitale e sarebbe della durata di tre anni.

Sarà necessario continuare a pagare la quota interessi, e l’aumento del periodo di ammortamento del debito – ovvero ci vorranno più anni per restituire capitale ed interessi – determinerà un aggravio per i mutuatari in termini di maggiori interessi da versare all’istituto bancario. Di quanto? La famiglia o l’impresa debitrice dovrebbero veder crescere i loro costi mediamente del 10% – circa.

Secondo i calcoli fatti dall’associazione Altroconsumo, in presenza di una sospensione del mutuo di 18 mesi, se si ipotizza un mutuo a tasso fisso di 150 mila euro, si pagheranno 4.000 euro di interessi in più, e a pagare di più dovrebbero essere in particolari chi ha un mutuo a tasso fisso – gli altri invece sfruttano il periodo di tassi particolarmente bassi.

Chi vorrà sospendere il mutuo dovrà quindi tenere conto di questa variabile, e magari scegliere di allentare la morsa per un periodo di tempo inferiore ai tre ani – sperando che la ripresa non tardi ancora anni ad arrivare.

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