L’iter di approvazione della legge di stabilità è un po’ tortuoso visto che ha dovuto seguire anche i solleciti provenienti dall’Unione Europea.Dopo la richiesta dei mercati di risposte certe da parte dell’Italia, l’esecutivo Berlusconi ha definito una serie di provvedimenti da inserire in un maxiemendamento alla Legge di Stabilità. L’approvazione di quest’ultima è diventata il prerequisito per le dimissioni del Cavaliere.

In Camera e in Senato l’approvazione della Legge di Stabilità è stata fluida. L’ultima votazione, alla Camera, ha visto l’approvazione del provvedimento con 380 voti favorevoli, 26 voti contrari e 2 astenuti.

Dalla maggioranza di governo sono arrivati 309 voti favorevoli, uno in più di quelli previsti dalla votazione sul Rendiconto. In “soccorso” sono poi arrivati i voti del Terzo Polo con 35 espressioni favorevoli degli onorevoli dell’Udc, 23 del Fli, 6 dell’Api, 4 del Mpa e 3 dei Liberaldemocratici.

Dal maxiemendamento approvato con la Legge di Stabilità, sono state escluse le modifiche alla normativa sul licenziamento, il piano per il Sud che tanto aveva coinvolto Tremonti e le privatizzazioni delle aziende pubbliche locali.

Più spazio agli enti locali, però, chiamati a contribuire alla riduzione del debito pubblico attraverso la dismissione del patrimonio immobiliare.  Vendita che dovrebbe portare nelle casse dello stato circa 5 miliardi di euro l’anno.