Secondo i dati del Ministero del Lavoro, sono 3.085 le aziende che hanno richiesto e ottenuto i benefici introdotti dal decreto Salva-Italia nello scorso mese di dicembre per agevolare le assunzioni di giovani con meno di 35 anni. Il decreto prevedeva la deducibilità integrale delle imposte dirette dell’Irap, relativa alla quota imponibile per le spese per il personale. In questo modo le assunzioni sono state pari a 11.442, non sufficienti per ridurre in maniera significativa il numero dei disoccupati dai 25 ai 34 anni: l’Istat ha calcolato che nel primo trimestre 2012 questi si sono attestati a 836 mila unità.

Le novità introdotte a dicembre

Prima dell’introduzione del decreto Salva-Italia le deduzioni erano fissate a 4600 euro (che diventavano 9200 nel caso di lavoratori impiegati nelle regioni del Mezzogiorno). Tali importi sono stati aumentati a 10.600 euro e a 15.200 per i lavoratori del Sud Italia, a condizione che siano assunti a tempo indeterminato.

In un’intervista al “Corriere della Sera” Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro all’Università Bocconi ha commentato questi dati rilevando che “questi sgravi non sono sufficienti e questi dati lo dimostrano. Per sbloccare l’occupazione giovanile ci vuole una manovra decisiva, uno sgravio del costo del lavoro del 22% per arrivare a un’aliquota secca per tutti del 10%. Dal 2008 al 2011 sono spariti dalla dichiarazione dei redditi 200 mila giovani. È necessario un intervento choc per invertire la rotta e rendere veramente vantaggiosa l’assunzione dei giovani. Qualsiasi altro timido intervento non produrrà risultati. Il rischio, oggi, è che si perda una generazione che non troverà chance occupazionali in tutti questi anni”.