Dopo il sisma in Emilia è stata attivata la solita catena della solidarietà con il famoso SMS da inviare alla Protezione Civile per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto, ma lo scetticismo ha dominato la situazione, perché?

Quando tre anni fa ci fu il terremoto a L’Aquila la Protezione civile si attivò immediatamente con il numero per la raccolta fondi. In tutto, comprese anche le donazioni private, furono raccolti oltre 63 milioni di euro.

Una cifra enorme che la Protezione Civile pensò d’impiegare in parte per avviare un programma di “Microcredito per l’Abruzzo” cui collaborarono anche Caritas, enti locali, associazioni di categoria, l’Abi e la Federazione del Credito Cooperativo di Abruzzo e Molise.

L’iniziativa è stata gestita dal Consorzio Etimos e dalla Onlus Etimos Foundation. Il sistema divenne del tutto operativo dalla fine del 2010 con il via libera della Corte de Conti. Microcredito per l’Abruzzo assorbì circa 5 milioni di euro di quelli provenienti dalle donazioni e furono usati a garanzia dei prestiti richiesti.

Il problema, in quel caso furono i costi di gestione del programma e i tempi un po’ lunghi di consolidamento del sistema dei prestiti.

La poca chiarezza sulla destinazione dei fondi e sulla raccolta, hanno accompagnato il terremoto dell’Aquila e si sono riproposti per il caso emiliano. In questo modo, almeno per il sisma abruzzese, è stata fatta un po’ di chiarezza.