La Corte dei conti ha lanciato l’allarme sullo stato del debito delle società partecipate: il loro debito è di 34 miliardi, un dato che supera del 36% il valore della loro produzione, fermo intorno ai 25 miliardi all’anno. Inoltre, considerando che il debito ufficiale di Comuni e Province, sempre sulla base di quanto rivelato dalla Corte, supera di poco i 58 miliardi di euro, questo lo farebbe crescere del 59%, con buona pace del patto di stabilità.

Produzione ferma

Altro problema delle società partecipate è che la produzione è praticamente ferma, con un incremento di solo lo 0,5% tra il 2008 ed il 2010. Nello stesso periodo il debito è aumentato dell’11,6%. La crisi economica potrebbe pesare ancora di più sullo stato di salute di queste società nei prossimi anni. Per quanto il debito sia cresciuto anche per gli investimenti necessari per tenere il passo in settori ad alto tasso infrastrutturale, quali l’idrico ed i rifiuti, questo è cresciuto anche per i debiti commerciali, che pesano per il 35% del totale.

Il settore continua a mostrare dei numeri preoccupanti. Negli ultimi 3 anni il costo del personale è aumentato del 15 per cento, il 35% delle società ha chiuso uno degli ultimi tre bilanci in perdita, numero che sale al 40% al Sud, con un rosso complessivo 1,4 miliardi di euro. In 192 casi, l’ente locale proprietario è stato addirittura costretto a ricapitalizzare la società perché le perdite avevano superato il capitale di oltre un terzo.