Chi possiede un cellulare, ed in particolare uno smartphone, avrà senz’altro avuto a che fare, almeno una volta, con il problema dei servizi non richiesti attivati sulla propria linea telefonica e senza aver mai dato alcun consenso. Senza contare i pacchetti tariffari che si inseriscono automaticamente per il roaming in Europa, la scarsa mancanza di rispetto per la privacy e i molti costi che gli utenti si trovano a dover sostenere involontariamente.

Questo quadro alquanto preoccupante è saltato fuori da un’indagine condotta dall’Adnkronos, che si è rivolta sia al Garante per la privacy sia alle associazioni che si battono per tutelare i diritti dei consumatori. E così ne è venuto fuori un quadro che sembra quasi una giungla, in cui spesso gli utenti/consumatori fanno fatica per tutelare i propri diritti e il proprio portafoglio.

Per quanto riguarda i servizi non richiesti che gli utenti si vedono attivati sulla propria linea telefonica, spesso, come chiarisce il Garante, si tratta di vere e proprie truffe messe in atto attraverso banner nascosti in modo artificioso all’interno di siti o applicazioni. Comportamenti, questi, che configurano reati e che dovrebbero essere sottoposti all’attenzione di un giudice penale. L’Authority chiede ovviamente agli operatori telefonici di attivarsi in modo concreto per scongiurare questo tipo di pericoli per gli utenti/consumatori, invitandoli a collaborare in modo proficuo.

Sebbene il fenomeno dei servizi non richiesti attivati sulle utenze all’insaputa dei consumatori sia un comportamento che è già stato segnalato e sanzionato, adesso pare che il problema principale sia rappresentato dall’attivazione in automatico delle tariffe del roaming, pratica che sarebe dilagata sfruttando il periodo di transizione che porterà poi all’abolizione totale, nel 2017, delle tariffe di roaming. Gli operatori sembrano aver già ricevuto un monito da parte dell’Agcom.