Qualche settimana fa la Slovacchia aveva già messo in crisi l’Europarlamento con una serie di opinioni negative sull’espansione dell’Efsf. Adesso il secondo paese più povero dell’UE fa la voce grossa e rischia di mettere in crisi l’euro. Ecco perché.Il Parlamento slovacco si è trovato ad affrontare il problema dell’estensione del fondo salvastati, necessaria per consentire alla Grecia di evitare il default. Ma il risultato della votazione è stata una sonora bocciatura di quelle misure che dovrebbero consentire agli stati di espandere l’Efsf.

La bocciatura arriva anche in considerazione della situazione economica in cui si trova la Slovacchia. Come abbiamo appena detto è il secondo paese più povero dell’Unione. In alcune zone slovacche il tasso di disoccupazione supera il 30 per cento.

Il primo ministro, che è una donna ed appartiene alla compagine di centrodestra, ha pensato di risolvere la situazione economica precaria con un piano di austerity. Un po’ come sta facendo la Grecia in questo momento.

Di conseguenza, per espandere il fondo salvastati, dovrebbe chiedere altri sacrifici al paese per fare in modo che poco più di cinque milioni di persone “paghino” una cifra pari a circa 7,7 miliardi.

La Slovacchia ha detto no alla proposta degli altri membri dell’Eurozona e si dichiara quindi a favore della bancarotta greca.