L’Irlanda torna sulle prime pagine dei giornali economici dopo una battaglia a suon di articoli piccati tra il Time e il Wall Street Journal. Ma cosa sta succedendo oggi in questo paese che è stato il primo ad essere colpito dalla crisi? Tra lavoro e debito, come sono messi gli irlandesi?

Il Time, poche settimane fa, era pronto a scommettere che l’Irlanda fosse uscita completamente dalla crisi e viaggiasse sul viale della ripresa. Un consulente finanziario, dalle colonne del Wall Street Journal ha risposto che la situazione non è poi così rosea. Delle origini della crisi irlandese abbiamo già parlato, adesso vediamo brevemente la questione del debito e il mercato del lavoro.

L’Irlanda ha ancora un problema importante con il debito pubblico visto che è pari al 524% del PIL del Paese. Il che vuol dire che ogni anno, il 24 per cento del Prodotto Interno Lordo è usato per pagare gli interessi e chi ha sperimentato l’austerity sulla propria pelle sa quant’è difficile.

Le famiglie irlandesi, per esempio, oggi risultano molto indebitate. Un quinto delle entrate, nelle famiglie, è usato oggi per pagare i debiti accumulati in questi anni di crisi.

Si può sperare nel mercato del lavoro? Secondo il consulente finanziario del Wall Street Journal no, perché in Irlanda il costo del lavoro è ancora molto alto, nel settore pubblico in particolar modo e le leggi varate in periodo di crisi hanno cristallizzato sia gli stipendi che le pensioni a livelli molto elevati, tra i più alti d’Europa.