Quello che il governo sta facendo con gli esodati, secondo i sindacati, rischia di scatenare una guerra tra poveri. Il fatto è che tutti gli scenari prospettati o sono impossibili da praticare o troppo onerosi per chi deve compiere le scelte obbligate.

I sindacati sono scettici soprattutto sull’ipotesi di ritorno al lavoro per gli esodati da sostenere attraverso una serie di sconti per le imprese che assumono.

Lo sfondo di questa discussione è ancora l’incertezza sulla quantità di persone interessate dalla riforma pensionistica che ha visto un innalzamento inaspettato dell’età pensionabile.

Da settimane l’Inps parla di circa 130 mila persone esodate mentre il ministro Fornero ridimensiona il problema indicando che soltanto 65 mila persone devono essere “salvate” in qualche modo. La Cgil ci mette il carico, spiegando che tutti i numeri sul piatto della bilancia sono sballati.

Il governo, infatti, conferma i dati soltanto in relazione ai lavoratori che si ritrovano senza stipendio e senza pensione da un mese all’altro. Il sindacato della Camusso, in più spiega che finora non è stato ancora definito un accordo con le imprese.

Le aziende, infatti, potrebbero non essere d’accordo con le richieste del governo. La Fornero che su questo tema non molla la presa, stamattina incontrerà i rappresentanti della Fiom per spiegare loro il Ddl lavoro.