La relazione annuale dell’Inail riporta – come sempre dati allarmanti. Per esempio l’87% delle imprese controllate ha evidenziato irregolarità. Complessivamente i controlli sono stati 22.950 – il 67% delle aziende appartenevano al terziario, il 26% all’industria. Duemila in più rispetto all’anno precedente. Hanno prodotto la regolarizzazione di 53.734 lavoratori – in aumento del 10%  rispetto all’anno precedente. 45.679 di questi lavoratori erano irregolari e 8.055 “in nero”.

Calano gli incidenti mortali – forse anche per effetto della minore attività economica: nel 2012 sono stati 790 contro gli 866 dell’anno precedente e i 1.110 del 2008. Si sono ridotte anche le denunce per infortuni: 745.000, per un -9% sul 2011 ed il -23% sul 2008. Il 18% degli infortuni è avvenuto al di fuori dell’azienda, così come più della metà (409) degli incidenti mortali.

Ovviamente sapere in quali luoghi sono avvenuti gli incidenti permette di stabilire l’efficacia delle politiche di prevenzione – ed eventualmente migliorarle. Gli infortuni sul lavoro hanno causato più di 12 milioni di giornate di inabilità. In media si tratta di ottanta giorni se gli infortuni hanno causato una menomazione, 19 giorni in caso contrario. L’indice di sinistrosità mostra un andamento lievemente decrescente, a livello di 2,6 ogni 100 addetti esposti al rischio per un anno (mentre i casi mortali restano a livello di 4 ogni 100.000 addetti impiegati a tempo pieno in un anno).

Le denunce di malattie nel 2012 sono state 47.417. Mille in meno rispetto all’anno passato, per una riduzione percentuale del 2,1% – mentre se  il confronto avviene rispetto al 2008 si deve registrare un aumento che sfiora il 51%, visto le 31.473 denunce. Per 17.384 denunce – circa il 37% del totale – è stata riconosciuta la causa professionale – ma il 3% dei casi si trova ancora in fase istruttoria. Le malattie denunciate hanno causato 1.583 decessi.

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