In linea con i ribassi accusati ieri dai principali indici di Wall Street, le borse asiatiche hanno chiuso oggi in ribasso per i timori che la Grecia possa dichiarare default entro il 20 marzo. Tuttavia i mercati hanno dovuto fare i conti anche con le indicazioni negative provenienti dall’economia cinese e dai risultati aziendali australiani. L’indice della borsa cinese ha perso lo 0,7%, mentre lo S&P/ASX200 ha sottoperformato perdendo l’1,68%.

Calano gli investimenti stranieri in Cina

Il Ministro del Commercio Cinese ha dichiarato che in gennaio gli investimenti diretti esteri sono scesi dello 0,3% m/m, terzo ribasso mensile consecutivo. In particolare sono stati gli investimenti provenienti dall’Europa a scendere (-42,5%), mentre quelli dagli USA sono aumentati del 29%. Il calo degli investimenti diretti aumenta le preoccupazioni sulle prospettive di crescita dell’economia cinese nel 2012.

In Australia, nonostante l’incremento superiore alle attese del numero degli occupati, il mercato è stato penalizzato dai pessimi risultati aziendali presentati da alcune big cap del listino: ad esempio, i finanziari sono scesi per il calo degli utili annunciato da Westpac. Le società produttrici di risorse di base sono arretrate per il ribasso delle quotazioni delle commodities e per le dichiarazioni di Vale secondo cui gli utili sarebbero sotto pressione per gli sconti chiesti dai clienti.

A Tokyo, dove il Nikkei è sceso dello 0,24%, le società esportatrici hanno beneficiato del calo dello Yen. Mazda è salita del 2,5% dopo che il presidente della società ha annunciato che sono in corso delle trattative per formare un’alleanza.