Per il presidente di Fedagri-Confcooperativ Maurizio Gardini non può che passare attraverso le esportazioni la crescita del settore vitivinicolo italiano. A margine dell’inaugurazione a Verona della fiera del Vinitaly, il più importante appuntamento per operatori e appassionati di vino italiano, Gardini ha spiegato che “la strada per consegnare al vino italiano un ruolo da protagonista è quello di aggredire i mercati stranieri. I segnali ci sono tutti: clima di fiducia delle imprese, aumento dell’export e possibilità di sfruttare le risorse per la promozione”.

Settore ancora in mano alle famiglie

Le vendite di vino all’estero hanno superato nel 2011 quota 4,4 miliardi di Euro, con un incremento del +12,4% rispetto al 2010. Stesso andamento anche per quanto riguarda i volumi, che hanno raggiunto 23,5 milioni di ettolitri (+9,4% rispetto al 2010). Una tendenza all’incremento delle esportazioni che ha fatto dire al ministro delle Politiche agricole Mario Catania, intervenuto in occasione del’inaugurazione della fiera: “grazie agli operatori del settore vitivinicolo perché loro ci sanno indicare la strada per uscire dalla crisi”.

Sempre in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly uno studio dell’ufficio Ricerche & Studi di Mediobanca condotto sui bilanci dei 107 maggiori produttori italiani ha verificato che i grandi gruppi del vino ‘made in Italy’ valgono circa tre miliardi di Euro, dei quali oltre la metà ancora nelle mani delle famiglie fondatrici o che hanno rilevato questi big nel corso degli anni. Al controllo familiare è riconducibile una quota del 54,3% del patrimonio netto, banche ed assicurazioni detengono 357 milioni.