Molti settori produttivi italiani arrancano. Lo testimonia anche il numero delle vertenze all’attenzione del Mise che illustrano un tessuto industriale fatto di imprese medie e piccole che hanno difficoltà di accedere al credito e che hanno sempre più difficoltà a sostenere il fatturato degli anni passati. Il settore del legno, come altri settori industriali dello Stivale, attraversa un momento di crisi che può essere superato, dicono gli operatori del settore, soltanto se si sviluppano delle sinergie. Il caso riportato dal Sole 24 Ore è quello dell’azienda di Alessandra Benedetti.

L’Imal, così si chiama l’azienda modenese dei Benedetti, è attiva nel settore di macchinari del legno e per sopravvivere alla crisi ha pensato di sviluppare delle sinergie con i concorrenti.

In particolare l’Imal si è fusa con la concorrente Pal creando il gruppo più grande del comparto del legno. Attualmente la nuova impresa dà lavoro a 260 dipendenti e dichiara un fatturato di circa 110 milioni di euro, per la maggior parte ottenuti con l’attività di export che pesa per il 90%.

Il settore del legno però, osserva Alessandra Benedetti, soffre molto la frammentazione: ci sono circa 300 aziende ma pochissime solo una trentina superano i 10 milioni di euro di fatturato, poi ce ne sono 5 che superano i 50 milioni di euro.

I mercati esteri aiutano molto ed hanno determinato il dinamismo dell’industria in questione.