Settembre è considerato un mese nero per l’industria a causa di un calo degli ordinativi e del fatturato. Ma in virtù delle ottime performance dell’inizio dell’anno, questo calo si può sostenere.Sostenibilità del debito, sostenibilità delle perdite. In questi giorni non si fa che parlare di sostenibilità visto che siamo in una fase di rilancio dell’economia e aziende e politici cercano di capire fin dove si possono spingere.

Per quanto riguarda il comparto industriale, dopo il mese di agosto sostanzialmente buono, a settembre si registra una flessione. Il giro d’affari ha segnato una battuta d’arresto pari al 5,4 per cento del fatturato. Un’occorrenza che non si presentava dal novembre del 2008.

Le commesse sono crollate dell’8,3 per cento, un dato che è il peggiore da agosto del 2009. Il fatto di aver marciato molto bene all’inizio dell’anno, tutto sommato, rende queste perdite “sostenibili” per le imprese.

Il fatto che i ricavi si siano contratti, però, non giustifica la riduzione della produzione. E la ripresa non sembra dietro l’orizzonte, almeno entro i confini nazionali, visto che a trainare il settore industriale sono state le attività di business fuori dai confini nazionali.

Mentre il calo degli ordinativi interno si è attestato al -10,1 per cento, quello degli ordinativi provenienti dall’estero è stato più contenuto: -5,5 per cento.