Oggi inizia la serie A. Quello che una volta era il campionato più bello del mondo è in crisi. Lo si capisce da tante cose, una di queste è il numero delle magliette del nostro campionato che sono rimaste senza sponsor. Un danno di immagine per tutta la serie A: mentre nella Liga, nella Premier League, nella Bundesliga e nella Ligue 1 non c’è un un buco libero sulle maglie delle squadre che vi giocano – l’unica eccezione è rappresentata da Valencia e Levante -, in Italia ci sono sette squadre (su 20) con una divisa ancora immacolata.

Le maglie ancora vuote di Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa, Sampdoria, Lazio, Palermo e Cesena stabiliscono un record negativo per la serie A ancora prima del suo inizio… Il problema per alcune squadre – come Lazio e Roma -, è che chiedono almeno una decina di milioni di euro, ma non sono pervenute offerte ritenute all’altezza. Ma a parte questi casi, sulla situazione generale pesa molto di più la crisi economica che sta investendo il paese, e l’immagine desolante che sta dando di sé il calcio italiano.

Non è un caso che anche nelle serie minori di Spagna, Inghilterra, Germania e Francia ci siano tra gli sponsor marchi internazionali, mentre da noi chi mette soldi nel calcio quasi mai viene dall’estero. E non è un caso nemmeno che la Tim spenda poco meno di 16 milioni di euro per firmare la serie A mentre Barclays spende 50 milioni di sterline – ovvero circa 63 milioni di euro – per fare lo stesso con la Premier League

E il nuovo presidente della FIGC è Carlo Tavecchio


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