Focus

Proseguono in deciso calo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante le trimestrali sopra le attese. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,74%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -1,18% e l’S&P 500 un -0,87%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a -1,07%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -2,34% e il Cac di Parigi un -2,47%. Nella notte i dati sulla crescita cinese hanno mostrato delle figure peggiori delle attese e questo è bastato per intaccare il già fragile mood degli investitori europei. I mercati sembrano snobbare i conti sopra le attese di JP Morgan (-2,1%), Google (-3,2%) e Wells Fargo (-2,09%). Ribadiamo che la situazione rimane molto incerta e questo scenario potrebbe durare ancora qualche settimana. Probabilmente i mercati si focalizzeranno sul G-20 della prossima settimana e cercheranno di capire quanto i Paesi sono disposti a sborsare per incrementare il firewall per l’Europa.

Italia: Finmeccanica e Diasorin unici segni verde del Ftse Mib

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 3,43% a 14.359 punti. Ancora pesante calo per i bancari, con Banca Popolare di Milano che ha chiuso con una perdita di oltre 8 punti percentuali. Seguono Banco Popolare (-7,12%), Ubi (-6,6%), Unicredit (-6%) e Intesa SanPaolo (-4,83%). Tra le utililty precipitano Telecom Italia (-3,53%) ed Enel (-2,49%), mentre tra gli industriali tiene solo Finmeccanica (+2,57%) sulla scia dell’interesse di Hitachi per Ansaldo Breda.

Valute: euro/dollaro ai minimi da due giorni

Tra le valute, perde terreno l’euro contro il dollaro questo pomeriggio sulla scia al peggioramento delle borse europee. Il cross, dopo aver toccato i nuovi massimi dal 4 aprile sopra 1,32 nella tarda seduta di ieri, ha rotto l’area di supporto a 1,31 e si attesta ora a 1,3070. Collochiamo il supporto a 1,3050, mentre la resistenza più vicina passa per 1,32. Prosegue poco mosso il cambio tra il biglietto verde e lo yen questo pomeriggio nonostante i dati Usa peggiori delle attese. Il cambio continua ad oscillare intorno a 81,00. Collochiamo il supporto sui minimi della settimana a 80,60, mentre confermiamo la principale resistenza a 81,20, livelo che ha toccato questa notte sui mercati asiatici.

Macro: delude dato fiducia consumatori Usa

Sul fronte macro, il dato sull’inflazione statunitense a marzo si è attestato al 2,7% su base annua dal 2,9% di febbraio. Lieve accelerazione per il dato core (che esclude i prezzi degli energetici e degli alimentari) che è passato al 2,3% dal 2,2% a febbraio. Il maggior contributo è arrivato dal comparto energetico (+0,9%). Delude il dato preliminare di aprile sulla fiducia dei consumatori redatta dall’Università del Michigan scesa a 75,7 punti dai 76,2 di marzo. Le attese erano per un dato invariato rispetto al mese precedente.

Titoli di Stato:  cds Spagna a massimi storici 498 pb

Sul fronte governativo, non ci sono aste di rilievo oggi. Questo pomeriggio lo spread tra il Btp e il Bund è salito a 389 punti base. Intanto i cds dei titoli governativi spagnoli a 5 anni sono saliti ai massimi storici a 498 pb, superando il precedente record di 493 pb del 23 novembre scorso.

Commodity:  oro e petrolio in calo su rafforzamento dollaro

Tra le commodity, vira in negativo l’oro sulla scia del calo degli indici mondiali. Il metallo giallo scambia a 1.668 dollari/oncia, lontano dai massimi di 1.680 dollari toccato nella notte. Prosegue debole il petrolio con il prezzo spot a 103 dollari/barile dopo uno spike a 102,50 dollari. Collochiamo il supporto proprio sui minimi di questo pomeriggio, mentre la resistenza passa per 104 dollari/barile.

Vincenzo Longo,

Market Strategist of IG Markets Italy